L’attrice Elisa Pistis, talentuosa artista cagliaritana, in questi giorni è in tournée con grande successo in diverse zone del nord italia. Per coloro che si trovano tra Pordenone e Gorizia, suggerisco di andare a vedere i suoi due spettacoli pluripremiati: Articoli per signore e Mistero Buffo che hanno registrato il tutto esaurito in altre rappresentazioni.

Questa sera sarà al Teatro San Giuseppe di Pordenone alle ore 20,30 con Mistero Buffo,  mentre domani   al Teatro F.B Sedej di San Floriano del Collio (GO) alle ore 18, con Articoli per Signore

Articoli per signore – Un atelier di moda? O forse un camerino da attrice? O ancora un laboratorio anni ’60? Sicuramente un luogo che può ospitare diverse epoche e che ci permette un viaggio nel tempo ed anche un’analisi spietata ma ironica e divertente. La domanda è: a che punto ci troviamo del percorso collettivo per raggiungere la cosiddetta parità di genere? Rispetto a cento anni fa sicuramente, in Italia, qualche passo avanti si è fatto, però, notiamo ancora delle grosse mancanze tanto che spesso sono notizie di rilievo: “la prima donna a ricoprire il ruolo di…”, “la prima donna ad éssere diventata…” Con la collaborazione della giornalista Maria Francesca Chiappe, abbiamo cercato articoli di giornale che hanno raccontato e raccontano il mondo femminile: una cronaca che per cento anni è stata firmata, ovviamente, da soli giornalisti uomini.

Mistero Buffo  – In questo spettacolo, che per decenni nell’immaginario collettivo è stato associato alla potente figura di Dario Fo, c’è invece una donna.  La rielaborazione di Mistero Buffo a opera di Elisa Pistis non vuole essere una copia del lavoro del Maestro ma, prendendone l’eredità, parte dalla sensibilità femminile dell’attrice/autrice per conferire all’opera una veste nuova e contemporanea.
Lo spettacolo, alternando il registro comico a quello tragico, affronta tematiche come il potere, l’arroganza, l’ingiustizia sociale, ma anche l’immigrazione, il bullismo, i diritti umani: un materiale scritto alla fine degli anni Sessanta, viene rielaborato e attualizzato per parlare alla nostra società contemporanea. La drammaturgia si compone di linguaggi differenti: da un mix di dialetti del nord Italia fino ad arrivare al sardo, lingua potente e atavica, particolarmente adatta a raccontare delle storie così antiche e universali.

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