I Nomadi chiudono il 36° festival Rocce Rosse Blues a Lanusei

Rocce Rosse Blues: sabato a Lanusei (OG) i Nomadi chiudono il 36° festival.
La storica formazione emiliana in concerto alle 21.30: oltre sessant’anni di musica, da “Dio è morto” e “Io vagabondo” alle pagine più recenti, nel segno di una storia che continua a trovare nel palco il suo luogo naturale.
*Sessantatré anni di strada e ancora un palco da raggiungere. Sabato 19 settembre, a Lanusei (OG), saranno i Nomadi – in concerto alle 21:30 nell’area spettacoli dell’Istituto Salesiano Don Bosco – a mettere il punto finale sulla trentaseiesima edizione del festival Rocce Rosse Blues: una chiusura affidata a una formazione che ha attraversato più di mezzo secolo di musica italiana senza trasformare la propria storia in un esercizio di nostalgia, continuando invece a cercare nel concerto il luogo in cui passato e presente possono ancora incontrarsi.

È una coincidenza che sembra fatta apposta per raccontarlo: il concerto di Lanusei arriva esattamente un anno dopo la pubblicazione, il 19 settembre 2025, di “Nomadi Live al Teatro Dal Verme“, l’ultimo lavoro discografico della band. Registrato nel dicembre 2024 nello storico teatro milanese e arrivato dieci anni dopo il precedente album dal vivo, il disco ha riportato al centro proprio ciò che accompagna i Nomadi fin dall’inizio: il palco, il pubblico, le canzoni che cambiano insieme a chi continua ad ascoltarle.

Dentro quel live c’è una parte consistente della loro storia: “Noi non ci saremo”, “Gli aironi neri”, “Tutto a posto”, “Un pugno di sabbia”, “Auschwitz”, “Canzone per un’amica”, “Dio è morto”, “Io vagabondo”, ma anche “Cartoline da qui”; canzoni nate in epoche lontane tra loro che, messe una accanto all’altra, permettono di misurare quanto sia lungo il percorso compiuto dalla formazione emiliana e, allo stesso tempo, quanto poco abbia senso considerarlo concluso.

Perché quella dei Nomadi è una storia cominciata nel 1963, nella Bassa emiliana, e proseguita attraversando generazioni, cambiamenti di formazione, successi, perdite e ripartenze. Due anni dopo la nascita arrivava il primo 45 giri, “Donna, la prima donna”; poco più tardi l’incontro con Francesco Guccini avrebbe aperto una delle stagioni decisive della loro vicenda artistica. “Noi non ci saremo” e “Dio è morto” sono diventate molto più di due passaggi del repertorio, mentre negli anni Settanta sarebbe arrivata “Io vagabondo”, destinata a trasformarsi nella canzone simbolo del gruppo e in uno dei brani più riconoscibili della musica popolare italiana.

Al centro di quella prima, irripetibile parte della storia ci sono Beppe Carletti e Augusto Daolio. Il primo è ancora oggi il filo che unisce il 1963 al presente; Daolio, voce e volto dei Nomadi fino alla sua prematura scomparsa, a quarantacinque anni, nel 1992, ne ha segnato profondamente l’identità. La sua morte avrebbe potuto rappresentare la conclusione naturale di un percorso quasi trentennale; è diventata invece uno dei passaggi più difficili di una storia che ha trovato la forza di continuare, modificandosi senza cancellare ciò che era stata. Da allora sono trascorsi altri trentaquattro anni.

Ed è forse proprio questa capacità di tenere insieme memoria e movimento a spiegare perché i Nomadi siano ancora oggi una presenza costante sui palchi italiani. Non una formazione ricostruita per celebrare periodicamente il proprio passato, ma un gruppo che ha continuato a registrare, pubblicare nuovi lavori e percorrere migliaia di chilometri, mantenendo il concerto come centro della propria attività.

Nel 2023, per i sessant’anni di attività, è arrivato “Cartoline da qui”, trentottesimo album in studio della band e primo disco di inediti dopo “Solo esseri umani” del 2021. Dodici nuove canzoni attraverso le quali i Nomadi hanno continuato a confrontarsi con temi legati all’attualità, all’esperienza individuale e collettiva e a quella dimensione umana e sociale che attraversa da sempre buona parte della loro produzione. Nello stesso anno, il 20 luglio, la band è stata ricevuta al Quirinale dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione del sessantesimo anniversario della fondazione.

Il filo tra passato e presente passa anche da “Nomadi Live al Teatro Dal Verme“, album dal vivo del 2025 che, con la formazione attuale e nuovi arrangiamenti, ripercorre brani di diverse stagioni della storia del gruppo. Sul palco di Lanusei, accanto a Beppe Carletti, alle tastiere, fisarmonica e cori, fondatore dei Nomadi e presenza ininterrotta fin dal 1963, saliranno Yuri Cilloni (voce del gruppo dal 2017), Sergio Reggioli (al violino e alla voce, dal 1998), Cico Falzone (chitarre e cori, dal 1990), Massimo Vecchi (basso e voce, dal 1998) e Domenico Inguaggiato (batteria, dal 2023). Sei musicisti e più generazioni della stessa storia riunite in una formazione che rinnova il repertorio senza interrompere il legame con le sue radici.

Ed è ancora il pubblico a completare questo percorso. I Nomadi lo chiamano da tempo “popolo nomade”, una comunità cresciuta insieme alle loro canzoni e nella quale convivono generazioni diverse. È un rapporto costruito soprattutto attraverso una continuità impressionante nell’attività concertistica: ancora oggi la band indica in circa novanta concerti all’anno la propria dimensione abituale, confermando quanto l’incontro dal vivo rimanga centrale nella sua identità. A Lanusei i Nomadi arriveranno con una storia che non può essere contenuta soltanto nelle sue canzoni più celebri. Ci saranno inevitabilmente memoria e riconoscimento, ma anche il presente di una formazione che nel calendario ufficiale del 2026 continua a spostarsi da una città all’altra quasi senza interruzioni.

  • L’ultima notte della trentaseiesima edizione

Con il concerto dei Nomadi sabato si chiuderà dunque il lungo viaggio della trentaseiesima edizione di Rocce Rosse Blues cominciato più di due mesi prima: il festival ha preso il via il 5 luglio per snodarsi nell’arco dell’estate tra Lanusei e Santa Maria Navarrese, costruendo ancora una volta il proprio cartellone attraverso generazioni, linguaggi e storie musicali molto differenti. Ad aprire il percorso erano stati I Patagarri a Santa Maria Navarrese; il festival si era poi trasferito a Lanusei per le serate con Elio e le Storie Tese, Kevin “Sonny” Gullage and The Blues Groovers e l’incontro tra Odd Blues Band e Colosseum.

Agosto ha allargato ulteriormente le coordinate della manifestazione: dalla comicità della Lapola al combat folk dei Modena City Ramblers, dal ritorno di Mauro Aresu con la Bau Bau Orchestra al progetto Stazioni Lunari, fino a una delle serate più direttamente legate alle radici blues e rhythm and blues del festival, con Dr. Feelgood e i Nine Below Zero. Negli ultimi giorni del mese sono poi arrivati Bandabardò e The Floyd Experience, prima del recupero, il 4 settembre, dell’omaggio dei Banditi e Campioni a Fabrizio De André e Francesco De Gregori.

Ora toccherà dunque ai Nomadi raccogliere tutte queste traiettorie e chiudere il cerchio di due mesi nei quali Rocce Rosse Blues ha continuato a muoversi oltre i confini suggeriti dal proprio nome, mantenendo però intatta l’idea che ne accompagna la storia: quella di costruire intorno alla musica dal vivo occasioni di incontro tra repertori, generazioni e pubblici differenti.

  • Biglietti e informazioni

I biglietti per il concerto dei Nomadi a Lanusei si possono acquistare a 22,50 euro (più 1,50 di commissi0ni) sul circuito BoxOffice Sardegna. Per aggiornamenti e informazioni consultare il sito ufficiale www.roccerosse.it e le pagine social: Facebook: @RocceRosseB | Instagram: @roccerosseblues_festival | YouTube: Rocce Rosse Blues.

Il trentaseiesimo festival Rocce Rosse Blues che si appresta ad andare in archivio è organizzato dall’omonima associazione culturale con il contributo dell’Assessorato del Turismo, Artigianato e Commercio e dell’Assessorato della Pubblica Istruzione, Beni Culturali, Informazione, Spettacolo e Sport della Regione Autonoma della Sardegna, della Fondazione di Sardegna, del Comune di Lanusei e del Comune di Baunei, con il sostegno della Pro Loco di Baunei – Santa Maria Navarrese.

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Associazione Culturale Rocce Rosse Blues
via Delle Libertà – 08040 Osini (Nu)
www.roccerosse.it
info@roccerosseblues.it

Ufficio stampa:
 e-mail: tagomago.1@gmail.com
e-mail: s.cavagnino@gmail.com

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