traviata 2Sarà sicuramente una Signora delle Camelie originale. Infatti la regia dell’opera Traviata, che inaugurerà la stagione lirica al teatro di Cagliari, sarà ambientata negli anni a cavallo tra i 50-60. Una regia sobria ma con costumi, parrucche e trucco che ricordano gli anni della rinascita del dopoguerra. Il regista ha voluto dare così un tocco diverso all’opera di Giuseppe Verdi che è stata invece scritta e ambientata  nel 1800.
Molti melomani storceranno il naso, ma si sa, tutti gli esperimenti non sono mai ben accetti. Devo dire che inizialmente anche io, all’idea di una Violetta Valery in versione Milva nei primissimi anni di carriera, non sono stata particolarmente entusiasta, poi però, mi sono ricreduta in parte se non altro perchè è una regia divertente.
L’ambientazione è in un Loft caratteristico delle case dei ricchi imprenditori dell’epoca e sapete cosa mi ha ricordato? Avete presente il film Totò a colori dove la ricca Franca Valeri organizza una festa, fra eccentrici artisti, modelle, figli di papà, fumatori d’oppio, ecc?
Beh , riguardatela, perchè vi metterà il buon umore.


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4 Responses

  1. Molti melomani storceranno il naso, ma si sa, tutti gli esperimenti non sono mai ben accetti. Devo dire che inizialmente anche io, all’idea di una Violetta Valery in versione Milva nei primissimi anni di carriera, sono stata particolarmente entusiasta, poi però, mi sono ricreduta in parte se non altro perchè è divertente.
    NON HO CAPITO ! e’ favorevole o no ? E’ possibile che sia saltato un “non” ?
    A parte la strepitosa (come sempre) Franca Valeri, non sarà il caso di tornare alla tradizione (e non so se costi di più o di meno) ? Ricordiamo la contestatissima Aida di Krief che discutibile in alcune parti, aveva almeno il consiglio di guerra risolto genialmente come un tavolo della Società delle Nazioni, accolto malissimo.
    Speriamo bene anche perché il Lirico ha bisogno di tutto tranne che di avventura e di “sperimentazioni”, peraltro spesso molto banali. Giudicherò dopo aver visto lo spettacolo ma occorre ricordare che certe cose devono essere realizzate al massimo livello per essere credibili.
    E lo dico da spettatore che ha visto spettacoli anche discutibili ma spesso con una coerenza che poteva non piacere ma dimostrava coerenza culturale e di impostazione.
    Piuttosto speriamo che Violetta non sia brava quanto Milva, anche dei tempi d’oro. A ciascuno il suo …

  2. Mi deve scusare Franco, è proprio saltato un NON. Errori di questo genere capitano spesso. A volte anche rileggendoli non si riesce a notarli e quasi sempre deve essere una terza persona a sottolinearlo. Rimedio subito. Per quanto riguarda lo spettacolo sarò curiosa di sentire il suo parere appena lo vedrà. L’attendo nel mio blog

  3. Premesso che non sono contrario alle attualizzazioni se coerenti e intelligenti (anche se in Germania, per esempio, ho dovuto digerire i Contes d’Hoffmann ambientati in una clinica o Salome nella stanza da letto di Erode e Erodiade dove la voce di Jokanaan usciva dal termosifone !), mi sembra che l’operazione Traviata/anni 60 non sia del tutto riuscita: accettabili le scene delle due feste con relativi costumi, incomprensibile la casa di campagna con pochi mobili in stile e grande vetrata all’inglese (sarebbe stato molto più coerente un tinello con mobili “svedesi”), per la scena dell’ultimo atto tanto valeva un palcoscenico nudo anche se le voci avrebbero “corso” ancora meno. Quel che mi rende più perplesso è proprio la regia di Antoniozzi, ben poco musicale e talvolta banale. Prima di tutto (I atto) quelle invitate ubriache o lo spogliarello di Flora e, dopo, le cuscinate su di lei, o ancora i baci saffici, poi “Si ridesta in ciel l’aurora” e le stelle e poi il buio continuano a dominare la scena. Una trovata gli amplessi di Douphol e Violetta che terminano nella salita alla camera da letto con una scala così lunga e ripida che avrebbe calmato ogni eccitazione amorosa: una vera scala razionalista sarebbe stata avvolgente e in curva (anche se trovo discutibilissimo il preludio a sipario aperto e il coro bloccato in tableau vivant).
    Anche il filmino con i tori di Pamplona in casa di Flora era una trovata ininfluente (magari serve a risparmiare sul corpo di ballo). Decisamente meglio qui il coro che avanza progressivamente compatto verso il proscenio e dal quale si rivela Germont padre, che peraltro è in smoking mentre Alfredo conserva pantaloni e stivali che aveva in campagna. Il primo è passato in albergo prima della festa e il secondo vi è andato direttamente ?
    Buona invece la non-reazione di Germont padre all’abbraccio di Violetta che rende l’insensibilità e la crudeltà del vecchio. Mi sembra però poca cosa. Anche l’Amami Alfredo a distanza poteva starci.
    Quanto a Violetta che muore in piedi, mentre il suo “doppio” è abbracciato da Alfredo finalmente ritornato ormai a cose fatte, potrebbe essere accettabile ma la soluzione non è chiarissima.
    Taccio per ora delle voci.
    PS Tutto sommato Franca Valeri e amici sono ancora insuperabili. Grazie comunque per averlo postato poiché l’avevo dimenticato.
    Decisamente meglio Traviata con regia di Carsen che sto guardando a Rai5

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