Di Giampaolo Piga
“E tui fill’e chini sesi?”, oggi fa tanto ridere ma ai miei tempi, specie nei paesi, se incrociavi qualche ziodda, per identificarti ti chiedeva chi era tuo padre o tua madre e a me più di una volta mi capitò di essere riconosciuto come “su fillu de zio Peppino”. Peppino è forse il nome più bello e simpatico che conosco e addirittura ai tempi del conservatorio per la mia smodata predilezione per il canto di Giuseppe di Stefano, chiamavano anche me Peppino Piga e ne andavo altamente orgoglioso, anche perché Peppino era anche Giuseppe Verdi, Peppino De Filippo e tanti altri grandi personaggi che hanno fatto grande La
Musica e il Teatro e scusandomi per l’irriverente accostamente, oserei aggiungere l'”Eroe dei due mondi”, anche se chiamarlo Peppino Garibaldi suona un pò maluccio.
“Champagne” Nessuno, sono certo, davvero nessuno che abbia avuto una radio in casa, può dire di non aver sentito “Champagne”, St. Tropez Twist, Roberta e tanti altri brani cantati in un modo così unico e irripetibile, perché Peppino di Capri non strillava, non si agitava e non strafaceva: Cantava!
Oggi io lo voglio ricordare con le parole di un brano che lui riusciva a cantare sussurrato come piace a me e la stessa canzone la dedico anche ad un altro Peppino (Giuseppe), mio padre:
I’te vurria vasà.
Ih! Che bell’aria fresca
Ch’addore ‘e malvarosa
E tu durmenno staje
‘Ncopp’a sti ffronne ‘e rosa.




