“Zustissia”, recensione del film

di Ignazio Salvatore Basile, avvocato

Beniamino Zuncheddu, la storia di un uomo in carcere da  innocente

Mentre mi accingo a scrivere la recensione del film Zustissia, del regista Francesco Piras, basato sul libro autobiografico “Io sono innocente” dedicato alla storia di Beniamino Zuncheddu, detenuto ingiustamente nelle carceri italiane per oltre trent’anni, penso a ciò che ho vissuto negli ultimi tre decenni della mia vita.

È impossibile elencare tutto quello di cui è stato privato quest’uomo, eroe suo malgrado, vittima del più grave errore giudiziario di questi nostri  travagliati tempi moderni.

La sua vicenda mi ha colpito, prima come uomo e poi come avvocato che da più di quarant’anni si muove nelle aule giudiziarie italiane, alla ricerca di comporre quel complesso mosaico, che si suole  definire  con il termine di “verità giudiziaria” o anche “giustizia terrena”, un bene più difficile  da trovare, di quanto non si pensi nelle aule…continua a leggere qui

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Un giovane viene arrestato dai Carabinieri con un coltello insanguinato in mano. Ai suoi piedi giace assassinata sua zia. Lui è il suo nipote preferito, designato per testamento come unico erede delle sue ingenti ricchezze. Ce n’è abbastanza per incriminarlo per omicidio volontario aggravato dai futili motivi e dalla stretta parentela con la vittima.
Eppure, al di là di queste evidenti apparenze, l’indiziato viene scarcerato, scatenando l’ira dell’opinione pubblica…

Al di là delle evidenti apparenze

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