Il 21 marzo a a Roma si terrà la prima nazionale assoluta di “” ,  il docufilm sulla rassegna e i seminari di Mare e Miniere.

Una composizione di sguardi sulle persone e i luoghi protagonisti di  Mare e Miniere , la rassegna itinerante di musica, canto e danza di matrice popolare che si snoda ogni anno dalla primavera all’autunno tra vari centri del sud Sardegna: questo il biglietto da visita di Miradas, (“sguardi” in sardo), il docufilm di Tomaso Mannoni *e Mauro Palmas  che verrà proiettato in prima nazionale assoluta giovedì 21 marzo a Roma , alle 21, al teatro “Eduardo De Filippo” *di Officina Pasolini  (in viale Antonino di San Giuliano, 782, angolo via Mario Toscano).

 

Miradas*  si presenta come un quadro di  Mare e Miniere ritratto dal suo interno, un affresco di immagini, musiche, suoni, canzoni, parole, danze che si avvicendano senza ordine cronologico, ricomposti attraverso un lavoro di montaggio dal quale trasudano l’anima e il cuore della manifestazione (quest’anno alla diciassettesima edizione) nata dall’esperienza e dalla professionalità di due grandi protagonisti della scena musicale sarda: la cantante  Elena Ledda e lo stesso  Mauro Palmas,compositore e polistrumentista.

 

In cinquantanove minuti,  Miradas    riproduce l’autenticità di  Mare e Miniere  attraverso sequenze dei concerti in scena in contesti inusuali e digrande suggestione, testimonianze degli artisti coinvolti e momenti tratti dai laboratori e dalle lezioni dei _seminari   che si tengono in giugno a Portoscuso: tra i docenti presenti nel film, il maestro di launeddas *Luigi Lai*, il *Cuncordu e Tenore de Orosei*, *Giulia Cavicchioni* con i suoi laboratori per bambini, gli stessi *Mauro Palmas* ed *Elena Ledda*, che insieme a *Simonetta Soro* cura l’affollato corso di canto popolare; e ancora, *Riccardo Tesi*, *Mario Incudine*, *Andrea Piccioni*, *Silvano Lobina*, *Marcello Peghin*, *Alessandro Foresti*, *Nando Citarella*, *Gigi Biolcati*, *Carlo Rizzo*, *Claudia Masika*, i fratelli *Simone e Nicolò Bottasso*. Docenti e allievi, persone di ogni età, estrazione e provenienza, volti, lingue, voci, suoni e stili che si intrecciano e si fondono in un’esperienza culturale unica, vissuta come occasione preziosa di partecipazione e crescita.

 

Realizzato con il contributo della *Fondazione di Sardegna*, Miradas  è una produzione dell’associazione culturale  elenaledda vox* <https://www.facebook.com/elenaleddavox/?locale=it_IT>_; fotografia e montaggio sono di *Roberto Putzu*, firma i testi *Maria Gabriela Ledda*. Insieme a *Tomaso Mannoni *e*Mauro Palmas*, parteciperanno alla proiezione del 21 marzo a Roma *Elena Ledda *e*Giacomo Vardeu*, stella nascente dell’organetto diatonico. Condotta da *Elisabetta Malantrucco* e con inizio*alle 21*, la serata è ad accesso limitato in presenza previa *prenotazione su *_*Eventbrite* <https://www.eventbrite.it/e/biglietti-miradas-846365400697?aff=oddtdtcreator>_*.*

Tomaso Mannoni* • Regista e sceneggiatore, ha frequentato la scuola di cinema Holden e studiato cinema documentario. Dal 2004 inizia a realizzare documentari che vengono selezionati in numerosi festival internazionali in cui si aggiudica premi prestigiosi: il suo “The Wash” è stato finalista nella cinquina Nastri d’Argento corti nel 2019, mentre il documentario “Fino in fondo”, co-diretto con Alberto Badas, ha vinto per la miglior regia al festival Cinemavvenire Overlook di Roma nel 2014 ed è stato selezionato al Milano film festival. Nello stesso anno partecipa al film collettivo “25 ottobre 2014” ideato e coordinato da Citto Maselli. Tra il 2005 al 2007 ha lavorato per Sky Cinema realizzando diversi cortometraggi. “Il Sogno dei Pastori”, del 2023, è il suo primo film a soggetto.

Mauro Palmas* • Inizia la carriera di musicista da giovanissimo in gruppi di ricerca e recupero storico-critico della musica popolare. Nel 1977 fonda il gruppo Suonofficina che apre la musica tradizionale sarda a incontri e sperimentazioni con quelle di tutto il Mediterraneo. Si specializza quindi nello studio dei ritmi del ballo, creando una tecnica che gli consente di applicare alla mandola il linguaggio delle antiche “nodas” delle launeddas. Nel 1979 incontra la cantante Elena Ledda, con la quale condivide scelte e progetti che sfociano in un’intensa e fruttuosa attività concertistica e discografica. Incontra sui palcoscenici di tutto il mondo i grandi protagonisti della cultura internazionale, anche attraverso una ricca attività nell’ambito della musica di scena. Compone musiche originali per film e pellicole d’epoca in ambito teatrale firma le musiche per spettacoli letterari e di danza. Da sedici anni cura la direzione artistica della rassegna musicale itinerante Mare e Miniere.

Maria Gabriela Ledda* • Autrice di testi, traduttrice e consulente linguistico per sardo, italiano e spagnolo, ha collaborato con numerosi artisti tra i quali Lino Cannavacciuolo, Maurizio Trampetti, Laia Genc, Marcello Ledda, Elena Ledda, Riccardo Tesi, Mauro Palmas, Marcello Peghin, Silvano Lobina, Paolo Vivaldi, Antonio Placer, Rita Marcotulli, Duo Bottasso, Nando Citarella, Enzo Avitabile, Maurizio Saiu, Francesca Corrias; con le compagnie teatrali La fabbrica illuminata e l’Effimero Meraviglioso di Cagliari; con le associazioni culturali Ejsenstejn, Studiodrama, Artemedia, Tajrà, Arci, Sardmusic, Caranas 108, e con la compagnia di burattini Is Mascareddas. Ha tradotto per Rai Radio 1 due favole tratte da “Le mille e una notte”, narrate da Tonino Murru nella trasmissione “in Limba” ed è autrice di quattordici racconti per la trasmissione “Amàius, contus de oi cun sa maia de àturus tempus”, condotta da Elena Ledda e Simonetta Soro.

Mare e Miniere* • È una rassegna itinerante di musica, teatro e danza che coinvolge, dalla primavera all’autunno, piccoli e grandi Comuni della Sardegna, incastonati in un ambiente naturale straordinario e legati a una profonda cultura mineraria, che continua a vivere e a testimoniare nel silenzio dei siti dismessi e nel fascino architettonico dei villaggi abbandonati.

Mare e Miniere nasce nel 2006 ad opera della Società Umanitaria di Carbonia che, con la direzione artistica di Mauro Palmas, realizza le prime tre edizioni fino al 2008. Nel 2009 viene realizzata dallo stesso direttore artistico con la collaborazione dell’associazione Art’In di Cagliari. Dopo due anni di pausa, nel 2012 Mare e Miniere diventa definitivamente un progetto dell’associazione elenaledda vox, della quale Mauro Palmas, nel 2001, è socio fondatore.

Guidata artisticamente da Elena Ledda, l’associazione è impegnata da oltre un ventennio a favore della diffusione del patrimonio linguistico, musicale e letterario della Sardegna che si apre al confronto con le culture di tutto il Mediterraneo, fino a incontrare generi e mondi espressivi solo apparentemente lontani come il jazz e la musica classica.

Mare e Miniere vive, quindi, nell’esperienza maturata nel corso di percorsi artistici costellati di concerti e produzioni musicali originali in tutto il mondo, a partire dalle più piccole realtà isolane; vive nell’amore per una terra ricca di meraviglie naturali e peculiarità culturali e dalla convinzione che queste costituiscano realmente una potenza capace di generare crescita culturale, sociale ed economica.

Conservando l’entusiasmo dei suoi esordi, l’associazione ha intrapreso un cammino non facile, fuori dalle tentazioni di spettacoli di immediata presa sul pubblico presentando negli anni produzioni originali ambiziose: una proposta che è stata e continua a essere una scommessa nell’attrarre un pubblico sempre più vasto, soprattutto giovanile, più facilmente esposta alle seduzioni di una cultura che sollecita un acritico consumo di immagini e slogan.

Prevalentemente dedicata alle espressioni di matrice popolare, Mare e Miniere propone eventi realizzati da artisti di rilievo internazionale, protagonisti di ricerca, studio e sperimentazione, che offrono la chiave per la visione colta di un genere comunemente relegato tra i minori; genere che Mare e Miniere predilige in quanto voce genuina dell’anima dei popoli, espressione di emozioni e passioni nelle quali lo spettatore di qualsiasi età o estrazione culturale può immedesimarsi e riconoscersi; espressione che, per la sua immediatezza comunicativa, si traduce naturalmente in educazione: alla conoscenza delle proprie radici storiche, linguistiche e culturali per una più sana comprensione della realtà nelle nostre società multietniche; alla formazione di una più solida coscienza identitaria per un più proficuo confronto umano, sociale, culturale, a partire dalle proprie forze e peculiarità; alla valorizzazione delle diversità come valore aggiunto di umanità e indispensabile punto di partenza per la costruzione di nuova crescita economica; alla profondità del sentire, all’empatia, allo scambio, alla vicinanza; alla ricerca di ricchezza e bellezza che trascendano i canoni imposti da consumismo e globalizzazione e si traducano in rispetto e cura per l’essere umano e per il patrimonio ambientale; educazione al valore della memoria come insegnamento per il futuro.

 

La rassegna cresce negli anni e dal 2014 unisce alla parte spettacolare, già ricca di concerti, momenti di teatro e danza, reading poetici, incontri letterari, presentazioni di libri, un’importante sezione formativa costituita dai Seminari di Canto, Musica e Danza Popolare, che sono divenuti il suo cuore pulsante. Ospitati dapprima anche a Gonnesa, Iglesias, Sant’Antioco e Villacidro, i seminari si svolgono oramai stabilmente nella suggestiva Tonnara Su Pranu di Portoscuso, coinvolgendo amministrazione comunale, strutture ricettive e commerciali, istituti scolastici e associazioni culturali, con i quali si sono instaurati rapporti amicali e di reciproco sostegno. Ogni anno la settimana di fine giugno, con lezioni al mattino e al pomeriggio e prestigiosi eventi serali, il borgo si anima di suoni, colori, musica e balli, con la partecipazione di centinaia di giovani e meno giovani, appassionati, musicisti, studiosi e giornalisti da tutta Europa e non solo. Un’esperienza unica di accoglienza, convivenza, confronto, scambio e crescita umana e formativa, che per tanti giovani talenti si traduce in avvio alla carriera artistica.

In linea con la tutela e la promozione del patrimonio ambientale e la centralità dell’essere umano e del suo benessere psicofisico, che guidano l’intera rassegna, Mare e Miniere presenta anche lo speciale format /Muidas/ (mormorii), pensato e realizzato da alcuni anni in collaborazione con l’associazione L’officina delle idee di Sarroch. Il format si caratterizza per la proposta di spettacoli in contesti naturali di assoluta suggestione, non facilmente raggiungibili e spesso poco conosciuti, nei quali lo spettatore può immergersi in un dialogo intimo tra arte e natura circostante.

La rassegna coinvolge tutta la Sardegna e prevalentemente piccoli Comuni e territori del Sulcis Iglesiente in cui sono presenti preziose testimonianze della storia mineraria accanto a uno straordinario ambiente naturale. Territori, un tempo protagonisti della rinascita economica dell’Isola e oggi contrassegnati da precarietà, che Mare e Miniere si propone di sostenere in un percorso di crescita verso l’acquisizione di un ruolo di centralità. A tale scopo ha recentemente costituito la Rete Mare e Miniere tra Comuni aventi patrimonio ambientale, storico e archeologico similare, finalizzata a promuovere azioni condivise che favoriscano Io sviluppo sociale, culturale ed economico delle comunità. Numerosi i Comuni che hanno ospitato la rassegna: Aggius, Alghero, Arbus, Buggerru, Cagliari, Carbonia, Carloforte, Fluminimaggiore, Gadoni, Giba, Gonnesa, Guspini, Iglesias, Ittireddu, Lula, Masainas, Monserrato, Muravera, Musei, Ozieri, Pula, Portoscuso, Quartucciu, Quartu Sant’Elena, Sant’Anna Arresi, Sant’Antioco, Sarroch, Sassari, Soleminis, Teulada, Villa San Pietro, Villacidro.

Mare e Miniere, con la direzione musicale di Mauro Palmas, è divenuta negli anni un appuntamento atteso, un punto di riferimento culturale per gli amanti della World Music, un’occasione imperdibile per quanti amano coniugare vacanze e studio, relax e interesse per l’ambiente, le bellezze naturali, la storia, l’archeologia, la musica, la danza, le tradizioni popolari. Mare e Miniere evoca l’incontro di acqua e terra nelle cui profondità si sono compiuti e si compiono, purtroppo ancora oggi, i destini di molti uomini; è sole e straordinario ambiente naturale, suggestione dei villaggi minerari dismessi, silenzio, musica, e memoria che abbiamo il dovere di curare e preservare.

*I Seminari di Mare e Miniere* • Una ricchissima offerta formativa, corsi per principianti e musicisti già formati tenuti da maestri d’eccellenza, sei ore quotidiane di lezioni divise tra il mattino e il pomeriggio per consentire ai partecipanti una pausa di sole e natura nelle incantevoli calette a picco sul mare, facilmente raggiungibili dal centro del borgo. E inoltre quotidiane proposte serali (concerti, reading poetici e incontri letterari, presentazione di libri, danze), l’attesissimo concerto finale che vede insieme sul palco preparatissimi allievi e gratificati maestri in un incontro di grande emozione. Queste le caratteristiche dei seminari di Mare e Miniere che, con la guida artistica di Mauro Palmas, propongono dal 2014 un appassionato percorso di formazione culturale, con una particolare attenzione rivolta alle nuove generazioni.

Dopo le prime edizioni ospitate anche a Gonnesa, Sant’Antioco, Iglesias, Villacidro, i seminari si svolgono oramai stabilmente a Portoscuso, coinvolgendo Amministrazione Comunale, strutture ricettive e commerciali, istituti scolastici e associazioni culturali, con i quali si sono instaurati rapporti amicali e di reciproco sostegno. Ogni anno, durante la settimana di fine giugno, Portoscuso si anima di suoni, colori, musica e balli, con la partecipazione in continua crescita di centinaia di giovani e meno giovani, appassionati, musicisti, studiosi e giornalisti da tutta Italia e da Germania, Svizzera, Francia, Norvegia, Spagna, Slovenia, Australia. In un clima di festa e perfetta accoglienza. Per tutti un’esperienza unica di convivenza, confronto, scambio e crescita umana e formativa; per tanti giovani talenti anche l’avvio alla carriera artistica.

 

 

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